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Ateneo di Brescia Accademia di Scienze Lettere ed Arti

Tabella: Scheda di dettaglio diAteneo di Brescia Accademia di Scienze Lettere ed Arti
Descrizione Dettaglio
Presidente Francesco Lechi
Telefono 03041006
Fax 030445403
eMail ateneobs@ateneo.brescia.it
Indirizzo Via Tosio 12, 25121
Comune BRESCIA
Città BRESCIA
Provincia Brescia
Regione Lombardia
Descrizione   Fin dall'inizio, le finalità istituzionali dell' Ateneo di Brescia sono quelle di promuovere ricerche e studi in ogni campo dello scibile, con particolare riferimento alle scienze naturali, matematiche e fisiche, alla medicina e alla chirurgia, all'agricoltura, alla zootecnia ed alla veterinaria, all'industria e al commercio, alla letteratura, alla storia locale ed all'archeologia, alle belle arti ed alle arti intese come mestieri.Tutto ciò, prestando attenzione a quei risvolti pratici ed applicativi insiti nei risultati raggiunti, capaci di elevare culturalmente la società bresciana, ma soprattutto di migliorarla dal punto di vista della salute e dell'economia; presupposto indispensabile, quest'ultimo, perché possa germogliare e fiorire anche il sapere letterario ed artistico.L'attenzione al concreto è provata dalla organizzazione, almeno nel primo secolo della sua vita, di numerose esposizioni provinciali di agricoltura, di arti e d'industria in cui trovano spazio materiali di diversa tipologia; per esempio, "i prodotti naturali del territorio" vengono messi in mostra con tutti i crismi della scientificità, ma col fine di rendere note le potenzialità del Bresciano a fornire anche minerali e pietre d'opera, economicamente utili per vari tipi di lavorazione. Oltre a queste periodiche mostre, l'Ateneo è presente anche ad alcune esposizioni nazionali (Milano, Firenze e Torino) ed internazionali (Bruxelles, Parigi, Vienna, Londra e Budapest).Un altro filone coltivato dall'Ateneo è quello della ricerca dell'identità storica bresciana, emersa attraverso gli scavi archeologici al Tempio Capitolino al Teatro e al Foro romano; da qui le grandi scoperte che hanno portato come positiva conseguenza alla organizzazione del Museo Romano al quale ha seguito, poi, quello Medioevale. Solo più tardi anche le ricche collezioni naturalistiche - raccolte e ordinate nell'ambito dell'Ateneo da Eugenio Bettoni, secondo l'auspicio di Gabriele Rosa, nel nome di Giuseppe Ragazzoni - vengono donate alla Città perché sia realizzato il Museo di Storia Naturale.
Storia   L' Ateneo di Brescia è diretto discendente dell'Accademia di scienze, lettere, agricoltura ed arti del Dipartimento del Mella che, a sua volta, trae origine dalla Società del Liceo voluta dalla Commissione di Istruzione Pubblica del Dipartimento del Mella, che succedette al Comitato di Pubblica Istruzione della Repubblica Bresciana (1797); Commissione e Società riconosciute, poi, dal governo della Repubblica Italiana (1802).Non sempre torna facile disegnare ascendenze e discendenze in un ideale albero genealogico, ma per quanto ci riguarda una cosa sembra certa: l'Ateneo non originerebbe da alcuna delle numerose accademie che, fin dal XV secolo, fiorirono nel Bresciano.E' stato fatto cenno alla Società del Liceo: un organismo nuovo, forse unico per quei tempi, in grado di assumersi il non facile compito di portare istruzione e cultura in un territorio ove scarseggiano le istituzioni a ciò preposte.In breve tempo, però, data la rapida evoluzione di quella Società nel contesto culturale locale, si è reso necessario operare una distinzione fra Liceo-scuola e Liceo-accademia e , proprio in questa ricerca di ruoli, nel 1802, il "Liceo-accademia" prende il nome di "Accademia del Dipartimento del Mella", che in seguito, nel 1808, diventerà "Accademia di scienze, lettere, agricoltura ed arti del Dipartimento del Mella".
Patrimonio documentale e altro   L' Ateneo di Brescia, attraverso lo scambio dei propri "Commentari" e di quant'altro edito, con pubblicazioni analoghe di altre accademie, istituti e società scientifiche e letterarie, sia italiani sia stranieri, anno dopo anno, da quasi due secoli, raccoglie periodici, monografie e miscellanea, in numero tale da costituire il nucleo di base della sua ricca ed aggiornata biblioteca. Già alla fine dell'Ottocento, più di 200 sono le testate di atti accademici, riviste e periodici posseduti, oltre 3500 le monografia e più di 5000 gli opuscoli disponibili. Nella biblioteca dell'Ateneo confluiscono inoltre importanti nuclei librari derivanti, per esempio, dai fondi Gabriele Rosa, Luigi Sandri, Fabio Glissenti, Astorre Copetta, oltre al fondo Gian Battista Cacciamali (che sarà, poi, donato alla Biblioteca del Museo di Scienze Naturali).A questi, di più recente acquisizione vanno aggiunti: il fondo Guido Zadei (oltre 5000 volumi), il fondo Adolfo Marinetti (circa 1000 volumi), il fondo Gaetano Panazza (oltre 3000 volumi) e il fondo Bruno Boni di circa 25mila volumi.Oggi, le raccolte di periodici datati fra '800 e prima metà del '900 sono depositate nel "Fondo Ateneo" presso la Civica Biblioteca Queriniana (BQ Per.At.); mentre in Ateneo sono 240 le testate dei periodici attivi e l'incremento di monografie, per gli ultimi 50 anni, è in media di 300 volumi/anno per un totale di circa 15mila titoli. Inoltre l'Ateneo, come accennato, possiede un suo importante Archivio storico, temporaneamente depositato presso l'Archivio di Stato e disponibile alla consultazione; ordinatamente registrato e pubblicato in Navarrini R., Archivio storico dell'Ateneo di Brescia. Suppl. ai "Comm. At. Br." per l'anno 1996.Per quanto riguarda la fruibilità dei fondi bibliografici dell'Ateneo, dobbiamo subito dire che essa non è totale; tuttavia - oltre alla completa consultabilità della collezione degli atti accademici e dei periodici, sia in Queriniana sia nella sede accademica ("Commentari" compresi) - per il "fondo antico", oltre i fondi Zadei e Panazza, comunque per complessivi 16mila volumi circa, si dispone di una funzionale schedatura cartacea.La difficoltà di poter catalogare tutte le monografia possedute e procedere allo spoglio dei periodici, è strettamente legata a due fattori di cui il primo, determinante, è dato dalla ristrettezza degli spazi ove ordinare il materiale librario e documentario; mentre il secondo, che comunque potrebbe essere più facilmente superato, è dato dalle limitate disponibilità economiche e dalla mancanza di un operatore bibliotecario.
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